I Tormenti Dell’anima All’inferno
Fino aora abbiamo parlato dei supplizi fisici inflitti ai miscredenti. Oltre a questi supplizi, esiste all’inferno la tortura psicologica. Il dispiacere, la disperazione, l’umiliazione, il sentirsimaltrattato, l’imbarazzo, la delusione, ecco il premio quotidiano degli ospiti dell’inferno.
“Il Fuoco Che Va Dritto Al Cuore”
In un modo o nell’altro, tutti provano i tormenti dell’anima in questo mondo. Per esempio, perdere chi ti è vicino: un coniuge, un figlio; essere deluso da qualcuno nel quale si è posto una grande fiducia: questi avvenimenti possono riempire il cuore di dispiacere. Questo dispiacere è, in effetti, una forma speciale di tormento che Dio mette nel cuore. L’individuo ha un bisogno essenziale di dimostrare a Dio i suoi sentimenti di amore, di apprezzamento, di tristezza, di devozione, di fiducia e di amicizia. Fallire in questo e provare questi sentimenti solo per degli esseri mortali, creatida Dio e che hanno bisogno di Dio, è una forma di politeismo, ecco perché merita di essere punita con il tormento.
Gli idolatri provano questo tormento perché ne traggano una lezione, chiedano perdono e si rivolganoa Dio prima di essere raggiunti dalla morte. L’essere idolatrato non è necessariamente un essere umano. Le persone non resistono a molte cose: la ricchezza, il denaro, la celebrità... per riassumere, ogni cosa, ogni concetto adorato al posto di Dio costituisce una forma di idolatria. Il dispiacere della perdita di questi idoli rattrista il cuore. Questo tormento non è in effetti che un avvertimento! La sua forma reale ed eterna aspetta gli idolatri laggiù. Talvolta questo supplizio spirituale è talmente insopportabile che gli si preferisce un supplizio fisico. Anche il suicido è visto come una salvezza. Questo tormento psichico nell’inferno è descritto nel Corano come il “fuoco ardente che va dritto al cuore”.
Disgrazia su ogni calunniatore, diffamatore che ammassa una fortuna ela accumula, pensando che la sua fortuna lo renderà immortale. Ma no! Sarà certo, gettato nel Hutamah. E chi ti dirà ciò che l’Hutamah è? Il fuoco ardente di Dio che sale fino al cuore.Si richiuderà sudi essi in colonne di fiamme. (Surat al-Humazah: 1-9)
Anche i dispiaceri più atroci finiscono per calmarsi, in questo mondo, con il tempo. Le loro tracce possono persistere per un momento, ma il tempo cancella anche le tracce più tenaci. All’inferno, invece, il dispiacere, molto più intenso, penetra i cuori. Questo tormento produce una sensazione tra la disperazione e l’umiliazione, la rabbia e l’odio. Più della tortura fisica, i miscredenti sono sottomessi a un dispiacere spirituale insopportabile.
L’umiliazione
Parecchi versetti sull’inferno ci informano che è prevista un’umiliazione degradante per i miscredenti. Hanno meritato questo castigo perché erano arroganti e fieri. In questo mondo, uno degli obiettivi principali dei miscredenti consiste nel rendere gli altri gelosi della loro personalità e del loro livello sociale. Una carriera riuscita, bei bambini, belle case, automobili e tutte le proprietà materiali di questo mondo hanno un significato speciale per le persone che si vantano e sono certi di essere superiori agli altri. Infatti il Corano ci dice che fidarsi della ricchezza e del livello sociale è solamente un’illusione di questo mondo.
Questa passione, il “vantarsi”, è punita nell’aldilà con l’angoscia e la degradazione fisica e spirituale. Questo perché il miscredente dimentica spesso che solo “Dio è degno di lodi”, Surat al-Baqarah: 267), ed egli prende i “suoi desideri e le sue passioni per Dio” (Surat al-Furqane: 43). Per questa ragione, si preoccupa solo del suo piacere e dell’apprezzamento che ha per sé, al posto di glorificare e di pregare Dio. Egli costruisce la sua vita sulla ricerca della approvazionedegli altri al posto di quella di Dio. Ecco perché è ancora più prostrato quando vieneumiliato davanti agli altri. L’incubo più terribile del miscredente è di essere degradato, disprezzato davanti ai suoi simili, alcuni preferiscono morire per venire apprezzati piuttosto che vivere e essere disprezzati.
Le avversità che incontreranno all’inferno hanno proprio lo scopo di ricordare loro la loro fierezza mal collocata; il disdegno con cui sono trattati è quaggiù la giusta ricompensaper il loro atteggiamento altero. Non hannomai provato fino ad ora uguale umiliazione. I versetti che ci parlano di questa verità sono numerosi:
I miscredenti sono sottoposti a migliaia di supplizi degradanti, più degradantidi quelli che subiscono gli animali in questo mondo. Fruste di ferro, braccialetti e collane di ferro sono preparati per umiliarli. Gli infedeli sono legati alle colonne, incatenati e strangolati da collane di ferro.
In realtà, l’umiliazione è l’essenza di tutti i tormenti all’inferno. Per esempio, il modo in cui sono condotti all’inferno, come bestiame, è una forma di degradazione. Questo trattamento terribile comincia fin dalla risurrezione dei miscredenti e dalla loro designazione come ospiti dell’inferno. E non si ferma mai. Tra i miliardi di persone riunite il Giorno del Giudizio, i miscredenti saranno distinti.
In quel Giornonégliuomininé i dèmonisarannointerrogati suiloropeccati. Qualedunquedeibenefici del vostroSignorenegherete? Gli empi saranno riconosciuti dai loro segni e afferratiper il ciuffo e per i piedi.(Surat ar-Rahman: 39-41)
All’inferno, il miscredente avrà un trattamento più avvilente di quello subito dagli animali. Afferrato dai capelli, sarà trascinato al suolo poi gettato nel fuoco. Incapace di resistere, chiederà aiuto, ma invano. Sarà sopraffatto da un sentimento di disperazione:
I miscredenti saranno “spinti violentemente nel fuoco dell'inferno”(Surat at-Tur: 13), ed essi saranno “ammucchiati in file come il bestiame e condotti all’inferno” (Surat al-Furqane: 34):
La degradazione diventa più intensa all’inferno. Più della sofferenza fisica, un sentimento intenso di umiliazione colpisce gli ospiti dell’inferno:
Per umiliare i miscredenti, saranno utilizzate fruste, collane e catene specialmente concepite:
In questo mondo, a parte i selvaggi, neanche gli animali vengonoincatenati. Tra gli uomini, solo i malati psichicipiù pericolosi possono essere incatenati. Questo significa che gli ospiti dell’inferno sono inferiori a queste creature. Ecco perché sono incatenati con catene di settanta cubiti di lunghezza.
Altri versetti ci danno più di dettagli sui tormenti dei miscredenti:
Lo spirito nero della degradazione che aspetta i miscredenti diventa visibile sui visi degli ospiti dell’inferno. Si può vedere anche il tormento delle persone in disgrazia, disonoratie nel nostro mondo e maltrattati. La degradazione subita all’inferno sarà evidente anche nell’aspetto dei suoi ospiti, come ci dice questo versetto:
Accanto a queste forme di umiliazione, ricordiamo che altre forme saranno inflitte ai miscredenti all’inferno. Il termine “umiliazione” è usato spesso nel Corano e ne abbiamo dato l’esempio, ma è un termine generico che non può essere limitato a questi pochi esempi. Tutti i sentimenti, i supplizi e gli atti legati all’umiliazione in questo mondo sono inclusi, ealtri ancora, specifici dell’inferno.
Un Dispiacere Infinito
Al momento della sua risurrezione, il miscredente realizza amaramente che si è perso. È scosso terribilmente al ricordo dei suoi peccati passati. La sua disperazione è inasprita dall’intensità dei suoi rimorsi.
Quando il miscredente è messo di fronte alle sue malefatte, comprende che non ha più possibilità di riguadagnare il suo onore. Ma continua a chiedere un’altra possibilità. In questa prospettiva, vuole tornare alla vita per riparare i suoi peccati. Durante questo tempo, non vuole più rivedere i suoi più amici e parenti con i qualiha condotto una vita spensierata. Ogni legame di amicizia e di parentela è spezzato. Lo stile di vita precedente, le tradizioni, le case, i loro valori, i bambini, i congiunti, la società e le loro ideologie perdono valore e scompaiono. Non c’è posto che per il tormento; lo stato d’animo sotto l’effetto del terrore di quel giorno è descritto così:
La Lotta Delle Persone Dell’inferno Tra Di Loro
Il livello sociale e le relazioni gerarchiche, che si pensano importanti in questo mondo, perdono il loro sensoall’inferno. Gli ospiti dell’inferno, padroni e servi, sono ridotti in uno stato così disperato che si maledicono gli uni con gli altri.
Tra gli ospiti dell’inferno sottoposti al castigo eterno nascono i contenziosi. Ciascuno accusa l’altro. Gli amici vicini diventeranno nemici. Il motivo principale di odio tra loro risiede proprio nella loro vecchia amicizia che tanto amavano in questo mondo. Si sono fatti forzal’uno con l’altro e si sono incoraggiati reciprocamente a commettere peccati ea negare Dio. Tutte le idee sull’amicizia spariscono davanti al fuoco dell’inferno e tutti i legami saldi in questo mondo sono rotti. In mezzo a tutta questa folla, ognuno è solo e maledice gli altri.
Le Grida Di Disperazione
Le persone dell’inferno sono nella disperazione totale. Il loro tormento è estremamente crudele ed eterno. La loro sola speranza è di sopportare il dolore e di chiedere di essere salvati. Guardano le persone del paradiso e chiedono loro dell’acqua e del cibo. Cercano di pentirsi e di chiedere perdono a Dio, ma le loro azioni sono vane.
Supplicano i custodi dell’inferno e vogliono che servano da intermediari con Dio per chiedergli grazia. La loro sofferenza è così insopportabile che vogliono essere salvatianche solo per un giorno:
I miscredenti tentano di andare più lontano nella richiesta di perdono, senza risultato,:
È l'ultima cosa detta da Dio alle persone dell’inferno. Le Sue parole: “Restino qui nella vergogna e che non mi supplichino più” sono definitive. Da allora Dio non concede più nessuna attenzione alle persone dell’inferno. Sarebbe bello non pensare all’eventualità di questa situazione. Mentre i peccatori bruciano all’inferno, quelli che hanno raggiunto “la felicità e la salvezza”rimangonoin paradiso per godere dei favori senza fine offertida Dio. La sofferenza delle persone dell’inferno diventa ancora più intensa quando osservano la gioia degli ospiti del paradiso. Infattivengono sottoposti a una tortura insopportabile, possono vedere la felicità magnifica del paradiso.
I credenti, che erano disprezzati dai miscredenti in questo mondo, conducono una vita felice, vivendoin luoghi meravigliosi, case magnifiche, conbelle spose, cibi deliziosi e ottime bevande. La vista dei credenti che vivono in questo stato di felicità e di abbondanza aggrava l’umiliazione delle persone dell’inferno, perché si aggiunge al loro dispiacere e alla loro sofferenza. Il dispiacere diventa sempre più profondo. Non avere rispettato i comandamenti di Dio in questo mondo li riempie di rimorso. Si voltano verso i credenti, cercano di parlarloro, chiedono il loro aiuto e la loro solidarietà, ma è uno sforzo vano. Anche le persone del paradiso possono vederli e scambiano con loro delle parole secondo il Corano:
I credenti e gli ipocriti discuteranno insieme, perché gli ipocriti sono delle persone che rimangono con i credenti per un certo periodo in questo mondo. Malgrado l’assenza di fede nei loro cuori e l’abbiano fatto solo per il loro tornaconto, hanno assolto i loro doveri religiosi come i veri credenti, per questomeritano la denominazione di “ipocriti”. Dall’inferno, chiedono ai credenti di aiutarli. I loro scambi vengono riferiti nel Corano:
Un Tormento Eterno Senza Salvezza
Oltre alle caratteristiche dell’inferno di cui abbiamo parlato fino a ora, c’è un aspetto che intensifica la sofferenza: l’eternità del castigo! In questo mondo, il fatto di sapere che il dispiacere più atroce diminuisce con il tempo, dà un poco di conforto all’uomo. La fine di ogni dolore è una grazia. Anche solo aspettare questa grazia è fonte di speranza. Invece, nessun barlume di speranza esiste per le persone dell’inferno e questo le distrugge. Quando sono condotti verso l’inferno, incatenati, in ferri, frustati, ammassatiin luoghistetti, le mani legate dietro il collo, sanno che questo durerà per sempre. I loro tentativi di scappare non finiranno mai. Ciò vuol dire che il loro tormento durerà per sempre. Provano un’angoscia descritta così:
L’inferno è un luogo isolato. I miscredenti entrano ma non escono mai. Non c’è via di fuga dall’inferno. Un senso di oppressioneavvolge i miscredenti. Sono circondatida muraglie e daporte chiuse. Questo sentimento terribile è descritto così nel Corano:
Vedendo il fuoco, i miscredenti riconoscono la loro casa. Comprendono sicuramente che non ci sarà nessuna possibilità, anche minima, di scappare. A questo punto, il tempo perde il suo valore e il suo senso e il tormento eterno comincia. La natura continua della sofferenza è l’aspetto più terribile. Anche dopo secoli, millenni, o anche di più, non siè mai vicini alla fine. Milioni di anni non sono niente paragonati all’eternità. Il miscredente che abita all’inferno aspetta la fine del suo calvario, invano. Ecco perché il Corano insiste sul carattere eterno del tormento:
Tutte le pene e le sofferenze di questo mondo arrivano al loro termine. C’è sempre una salvezza. Chi soffre o muore o la sua sofferenza passa. Maall’inferno la sofferenza è continua, incessante e non conosce tregua per un istante.
Un Richiamo Importante Per Evitare Il Tormento
Per tutto questo libro, abbiamo insistito sul fatto che quelli che rifiutano i comandamenti di Dio in questo mondo e negano l’esistenza del Creatore, non avrannosalvezza nell’aldilà e vivranno un tormento terribile nell’inferno. Di conseguenza, senza perdere di tempo, ogni individuo deve rendersi conto di questa realtà rispetto a Dio e deve sottomettersi a Lui. Se no, lo rimpiangerà amaramente e conoscerà una fine terribile:
Il modo di evitare il castigo eterno, di guadagnare la felicità e di raggiungere la soddisfazione di Dio è chiara: prima che sia troppo tardi, abbiate una fede sincera in Dio, passate la vostra vita a fare opere buone per soddisfarlo.
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