18 Mart 2016 Cuma

LA MORTE, LA RESURREZIONE, L'INFERNO


1. La Morte

Introduzione

Di' [loro, o Muhammad]: « Invero, la morte che fuggite vi verrà incontro, quindi sarete ricondotti a Colui che conosce l'invisibile e il palese, e vi informerà a proposito di quel che avrete fatto.  (Surat al-Jumua, 5-12)
La morte può coglierviin qualsiasi momento.
Chi sa, forse in questo stesso istante. In effetti, è più vicina di quanto voi non abbiate mai immaginato.
Queste righe possono essere l’ultima opportunità, l’ultimo richiamo, l’avvertimento estremo prima che la morte venga a prendervi. Nel momento in cui avanzate nella lettura di queste righe, non sapete se sarete ancora in vita fra un’ora. Anche se lo sapeste, niente vi garantisce che l’ora seguente non sia la vostra. Se vi lasciamo solo per un’ora, o anche per un istante, è così sicuro che sarete ancora in vita quando ritorneremo? Niente vi garantisce che finirete la lettura di questo libro. La morte, molto probabilmente, vi colpirà in un momento incui non l’aspettate affatto, in cui prima di allora non avevate mai pensato di poter morire.
Una cosa è certa: morirete, come tutti quelli che avete amato. Prima o dopo di voi forse, ma moriranno sicuramente. Tra un secolo, non ci sarà sulla Terra più nessuno con cui avevate rapporti.
Un’infinità di scopirelativi alla vita preoccupa l’essere umano : finire gli studi secondari, entrare all’università, avere un diploma, avere una professione rispettabile, sposarsi, avere dei bambini, avere una vita pacifica... sono queste le ambizioni i più comuni e più ordinarie dell’uomo,chiunque esso sia. Ci sono peraltro migliaia di altri progetti che rispondono alle situazioni personali di ciascuno.
La morte è una delle poche cose nella vita di cui l’arrivo è certo. È certa al cento per cento.
Dopo anni di duro lavoro, uno studente riesce a entrare all’università, ma trova la morte quando va al suo primo corso.Una persona che è appena stata assunta per un impiego, perde la vita giusto la mattina del suo primo giorno di lavoro. Un incidente d’auto provoca il decesso di una coppia il giorno stesso del loro matrimonio. Un brillante uomo di affari preferisce prendere l’aereo per guadagnare tempo, non sapendo che il volo tanto desiderato causerà una fine orribile alla sua vita.
A questo punto, i piani non sono più validi. Lasciando da parte quei progetti destinati a restare in sospeso per l’eternità, sono finiti nel luogoda dove non si ritorna mai, sebbene non abbiano tenuto mai conto di questo nei loro piani.
Ironicamente, negli anni queste persone hanno passato un tempo considerevole elaborando in dettaglio dei piani che non finiranno mai, mentre non avevano mai pensato, neanche per un istante, alla sola cosa certa che doveva arrivareloro.
Come dunque un uomo dotato di ragione e di saggezza deve decidere le sue priorità?Deve fare dei piani per la sola cosa certa nella sua vita? O per delle cose incerte? La maggioranza degli uomini, evidentemente, dà la priorità a obiettivi che è mai certa di realizzare. Quale che sia ilmomento della loro vita, le persone preferiscono fare dei piani per un futuro più radioso e rassicurante.
Questo atteggiamento sarebbe normale se l'uomo fosse immortale.
Ma il fatto è che tutti i piani sono destinati ad avere questa fine ineluttabile, chiamata morte. Così, è irrazionale ignorare la morte di cui l’avvento è certo, e dedicare ogni attenzione a cose che possono concretizzarsi oppure no.
Tuttavia, spinti da un incantesimo che incatena i loro spiriti, gli esseri umani non arrivano ad avere in mente questo fatto ora, sebbene sia così evidente.
La verità è che così gli uomini non potrannomai conoscere la loro vera vita, che comincia con la morte. Per questa ragione, non si preparano a viverla. E una volta risuscitati, non potrannoandare da nessuna parte se non all’inferno, un luogo preparato specialmente per loro.
Lo scopo che ci prefiggiamo è di spingere l’essere umano a riflettere su una fine che ha provato a ignorare e di avvertirlo dell’arrivo di un avvenimento imminente e ineluttabileEvitare di riflettere sulla morte non può, in nessuno modo, fornire una soluzione ai problemi.

Superstizione E Fatti

Lungo l’arco della storia, l’uomo ha fronteggiato, con successo, diverse sfide che sembravano complicate eirrisolvibili. Non è potuto mai sfuggire, tuttavia, alla morte. Ogni persona che vive sulla Terra è destinata a morire, anche se non sa quando. L’uomo vive solamente per un periodo di tempo determinato, poi muore. Ogni giorno muoiono dei giovani, anche se sono solo dei bambini, mentre altre personeattraversano tutti gli stadi della vita e incontrano la morte nella vecchiaia. Niente di ciò che l'uomo possiede, né proprietà, né ricchezza, né stato sociale, né celebrità, né grandezza, né fiducia, né bellezza, può respingere la morte. Tutti, senza eccezione, sono senza difesa di fronte alla morte, e lo saranno sempre.
La maggior parte delle persone evita di pensare alla morte. Non viene mai loro in mente che questa fine assoluta arriverà anche per loro. Si rifugiano nelle superstizioni che credono che per proteggersi della morte basti non evocarla. Nelle conversazioni quotidiane, le persone che parlano della morte sono interrotte subito. Se qualcuno si imbarca in un discorso sulla morte, intenzionalmente o no, e rievoca un segno di Dio, per un momento scosta il velo della spensieratezza che copre gli occhi degli uomini. La maggioranza delle persone che fa della spensieratezza uno stile di vita si sente a disagio davanti a questa realtà “perturbatrice” che vienepresentata loro.
Ma più fuggono l’immagine della morte, più sono ossessionati dal momento della loro morte. Il loro atteggiamento menefreghista determinerà l’intensità della loro paura edel loro sconvolgimento nel momento in cui faranno fronte alla morte, così come nel Giorno del Giudizio Ultimo che porterà il tormento eterno.
Il tempo lavora contro l’uomo. Avete mai sentito parlaredi un uomo che ha resistito alla vecchiaia o alla morte? Dove avete incontrato qualcuno che è immortale? Questo sembra abbastanza inverosimile e per forza! L’uomo non ha alcun potere né influenza sull’invecchiamento del suo corpo o sulla durata della sua vita. Il fatto che non decida della sua nascita rende le cose chiare fin dall’inizio, è un’altra prova dell’impotenza dell’uomo davanti alla morte. Il padrone della vita è Quello Che la offre all’uomo. E quando lo vuole, la riprende. Dio, il Dottore della vita, informa l’uomo di questa verità nel versetto rivelato al Profeta:
Non abbiamo attribuito l’immortalità a nessuno uomo prima di te. Ciò è che se muori tu, saranno essi eterni? (Surat al-Anbiya: 34)
In questo stesso istante, ci sono milioni di persone che vivono un po’ dovunque nel mondo. Da questa semplice constatazione si può dedurre che dall’apparizione del primo uomo, milioni di altre persone hanno vissuto su questa Terra e l’hanno lasciata. Tutte queste persone sono morte senza eccezione. La morte è una fine certa:per quelli che hanno vissuto prima di noi e per quelli che devono ancora vivere. Nessuno può scappare daquesto, il Corano ce lo dice bene:
Ogni anima apprezzerà la morte. Ma è solamente nel Giorno della Risurrezione che riceverete la vostra intera retribuzione. Chiunque è scostato dal fuoco e introdotto al Paradisoha raggiunto il suo scopo. E la vita presente è solamente un oggetto di godimento ingannevole. (Surah  ’Imran:185)

Presumere Che La Morte Sia Una Coincidenza O Una Sfortuna

La morte non sopraggiunge per caso. La morte, come del resto tutti gli altri incidenti, arriva per decreto divino. Come la data di nascita degli esseri umani è predeterminata, lo è anche la data della loro morte. Fino all’ultimo secondo, l’uomo va verso il suo ultimo momento di vita, lasciando dietro di sé tutte le ore, tutti i minuti che gli sono offerti. La morte di ciascuno di noi, il luogo, la data e il modo in cui accadrà sono predeterminati.
Malgrado ciò, si crede spesso che la morte sia la conclusione di un susseguirsi logico di avvenimenti, ma le sue ragioni sono conosciute solamente da Dio. Ogni giorno, i necrologi sono pubblicati dai giornali. Spesso, dopo che qualcuno li ha letti, si sentono questi commenti, che denotano un’evidente ignoranza: “Avrebbero potuto salvarlo, se si fossero prese le precauzioni necessarie” o “Non sarebbe morto così se la tale e tale cosa non fossero accadute”. Nessuna persona muore prima o dopo il suo termine, neanche un minuto in più o in meno del suo tempo predestinato. Tuttavia, le persone che non godono della chiaroveggenza offerta dalla fede, guardano alla morte come a un susseguirsidi coincidenze. Nel Corano, Dio avverte i credenti contro questo ragionamento apparentemente razionale ma deviante che ètipico dei miscredenti:
Oh credenti! Non siate come questi miscredenti che dissero a proposito dei loro fratelli partiti in viaggio o per combattere: “Se fossero restati da noi, non sarebbero morti, ed essi non sarebbero stati uccisi”.Dio ne fece un argomento di dispiacere nei loro cuori. È Dio che dà la vita e la morte. E Dio osserva bene ciò che fate. (SurahAl‘Imran:156)
Presumere che la morte sia una coincidenza dimostra una grande ignoranza e molta imprudenza. Come è indicatonel versetto citato, una tale presunzione provoca una grande angoscia spirituale nell’uomo e fa nascere un’inquietudine senza fine. Per i miscredenti o per quelli che non arrivano a credere serenamente nel messaggio coranico, perdere un genitore o un essere molto amato diventa una causa di angoscia e di rimorso. Attribuendo la morte alla sfortuna o alla negligenza, le persone pensano che poteva esserci un margine possibile per loro per evitare la morte. È il loro ragionamento razionale che provoca lamenti e dispiaceri a queste persone. Questilamentinon sono in effetti niente altro che i tormenti dell’assenza di fede.
Tuttavia, contrariamente a tutte queste idee, la causa della morte non è né un incidente né un’epidemia né una qualsiasi altra ragione. Perché Dio crea tutte queste cause. Una volta che la durata dellavita checi vienedata si conclude, la nostra vita finisce per queste cause apparenti. E durante tutto questo tempo, nessun mezzo materiale utilizzato per lottare contro la morte ha potuto prolungare il soffio di vita. Dio ci ricorda questa legge divina in questo versetto:
Nessun può morire senza il permesso di Dio e al momento predeterminato.(Surat Al ‘Imran:145)
Il credente è cosciente della natura temporanea della vita su questa Terra. Sa che il nostro Signore che gli ha offerto tutti i benefici di cui gode sulla Terra, riprenderà questa vita quando lo vorrà e gli chiederà conto dei suoi atti. Siccome il credente ha passato la sua vita intera a guadagnare la soddisfazione di Dio, non si preoccupa di cosa accadrà dopo la morte. Il nostro Profeta Mohammed, che la pace e la benedizione siano su di lui, rievoca questo tratto di carattere che distingue il credente in una delle sue preghiere:
Jabir Ibn Abdullah riporta: Il Messaggero di Dio ci iniziò al compimento della preghiera, dice: “Dio è più Grande” poi continuò: “In verità, la mia preghiera, i miei sacrifici, la mia vita e la mia morte sono per Dio, il Signore dei Mondi”. (al-Tirmidhi:262)

La Comprensione Deformata Del Destino

Le persone nutrono diverse concezioni erronee sul destino, soprattutto sulla morte, sulla fine fatale. Espressioni insensate come “il destino si può vincere” o “il destino si può cambiare” tornano spesso nel linguaggio degli uomini. Confondendo le loro speranze e le loro supposizioni con il destino, certe persone stupide e ignoranti pensano che sia il loro destino che cambia quando gli avvenimenti della loro vita prendono una piega imprevista. Suppongono dunque di aver avuto un atteggiamento sbagliato o diaver compiuto un’azione inadeguata, come se avessero letto in anticipo il loro destino e gli avvenimenti non avessero seguito il corso che avevano letto. Un tale ragionamento deviante e contraddittorio è sicuramente il prodotto di uno spirito limitato privo di una comprensione adeguata della nozione di destino.
Il destino è la creazione perfetta degli avvenimenti orchestrati da Dio, per il passato, per l’avvenire e durante l’eternità. Infatti Dio ha creato i concetti di tempo e di spazio a partire da niente, ed Egli ne tiene il controllo senza essere mai sottomesso alle loro leggi. Gli avvenimenti avvenuti nel passato o quelli che dovranno essere nel futuro sono, tappa per tappa, pianificati e creati per la volontà di Dio.
Dio ha creato il tempo, per questo non è sottomesso alla sua legge. Di conseguenza, non è possibile che Egli, Creatore degli avvenimenti, li segua nello stesso modo delle Sue creature. In questo contesto, non è necessario ricordare che Dio non aspetta per vedere la fine degli avvenimenti! La sua visione è infinita: l’inizio e la fine di un avvenimento gli sono totalmente evidenti e chiari. Allo stesso modo, non ha nessuno dubbio sul posto che occupa questo avvenimento nell’eternità.Ogni cosa ha luogo e si conclude! Ciò somiglia alle sequenze di immagini sullapellicola di un film; come la disposizione delle immagini sulla pellicola non può influenzare il corso delle peripezie del film né può cambiarle, gli esseri umani che giocano dei ruoli individuali durante il loro passaggio sulla Terra non possono piegare il corso degli avvenimenti già registrati sullapellicola-destino. Gli esseri umani non hanno nessuna influenza sul destino. Al contrario, è il destino che è un fattore determinante nella vita degli uomini.L'uomo, unacomponente essenziale del destino, non è né separato né indipendente dal destino. Non può cambiare certamente il destino ed è anche incapace di superare i limiti del destino. Per illustrare meglio i nostri ragionamenti, facciamo un confronto tra l’uomo e gli attori di un film. L’attore non può sfuggire al suo ruolo nel film, acquistare un’esistenza indipendente e cominciare a cambiare il corso gli avvenimenti, cancellando le scene che non gli sono congeniali per esempio o aggiungendo notizie. Un tale atteggiamento sarebbe sicuramente irrazionale.
Di conseguenza, nozioni come vincere il destino o deviare il corso degli avvenimenti sono solamente puro sofisma. Chi dichiara: “Ho vinto il mio destino”si sta semplicemente sbagliandosuquello che fa parte del suo destino o sul resto.
Una persona può sprofondare nel coma per parecchi giorni. Le sue probabilità di vivere possono sembrare minime o addirittura inesistenti. Ma se si sveglia, ciò non significa che ha vinto il suo destino o che i medici hanno cambiato il suo destino. Questo vuolesemplicemente indicare che la sua ora non eraancora arrivata! La sua guarigione non è niente altro che una tappa ineluttabile della sua vita. Questa sorte è come quella di tutti gli esseri umani, definitada Dio e molto evidente alla Sua visione.
E nessuna anima vivente vive più a lungo nel tempo o ha la sua durata di vita ridotta senza che ciò sia registrato in un Libro. Questo è facile per Dio. (Suratal-Fatir:11)
Sentendo una donna credente pregare Dio affinché la lasci godere di quelli che ama, il Profeta (pbsl) le dice:
Avete chiesto a Dio di prolungare delle vite la cui la durata è già fissata, di allungare dei giorni già conosciuti e delle parti di vita già determinate. Dio non prolunga un avvenimento oltre il suo termine e non lo ritardaal di là del suo termine. (Libro 33, Numero 6438, SahihMuslim)
Tali episodi sono gli strumenti che Dio usaper mostrare all’uomo l’intelligenza infinita, la saggezza, la varietà e la grazia inerente alla Sua creazione e il modo in cui mette l’uomo alla prova. Questoper giungere all’apprezzamento, allo stupore e infine alla fede delle persone. Sui miscredenti, questi segni hanno per effetto l’incertezza, lo stupore e la perversione, e sono motivoper avere un atteggiamento ribelle verso Dio a causa della loro mentalità deviante. Tuttavia, essere cosciente di questa visione spensierata dei miscredenti, rende i credenti più riconoscenti a Dio che permette loro di avere la fede e la saggezza e che fasì che siano superiori ai miscredenti.
Secondo un’altra credenza, la morte di una persona di 80 anni è vista come “un destino” mentre la morte di un bambino, di un giovane o di una persona nel fiore dell’età è descritta come “un avvenimento triste”.Per poter accettare la morte come un fenomeno naturale, essi provano ad applicargli dei criteri stabiliti dagli uomini. Così, dopo una lunga e faticosa malattia la morte sembra accettabile, mentre quando sopraggiunge improvvisamente dopo una malattia o un incidente, la morte è vista come un disastro! Questo perché alcuni vanno incontro alla morte con uno spirito ribelle. Un tale stato significa che l’uomo è privato totalmente di fede e non crede nel destino e di conseguenza in Dio. Quelli che sviluppano una tale mentalità saranno condannati a vivere costantemente nel rimorso e nella tristezza. È l’inizio del tormento eterno,risultato della mancanza di fede.

Credere Nella Reincarnazione

La reincarnazione è una delle credenze più diffuse. “Reincarnarsi” significa che al momento della morte del corpo fisico, l’anima trasmigra o rinasce in un altro corpo, con un’identità diversa e vivendoin un’epoca e in un luogo differenti. In questi ultimi anni, la reincarnazione è diventata un movimento di perversione che attira numerosi adepti tra i miscredenti e tra quelli che credono facilmente alle superstizioni.
In termini tecnici, le ragioni per cui questa credenza trova un'eco nelle persone, sebbenepriva di ogni prova materiale, si spiegano a causadegli interessi nascosti nel subconscio dei miscredenti. Poiché non hanno nessuna fede nella vita dell’aldilà, questi hanno paura di essere ridotti a nulla dopo la morte. Invece quelli che hanno poca fede si sentono a disagio perché temono di essere mandati all'inferno dopo la morte. Infatti sanno che esiste o si aspettano la possibilità del castigo della giustizia divina, perché hanno disubbidito. Per i primi come per i secondi, rinascere dopo la morte in un nuovo corpo sembra un’eventualità molto attraente. Così, i gruppi ristretti che sfruttano questa credenza deviante riescono a convincere certe persone a credere in questa frode edulcorando un poco la loro visione. Il fatto che i loro discepoli non esigano delle prove tangibili e sicure di questa credenza incoraggia gli opportunisti della reincarnazione aproseguire.
Purtroppo, una tale credenza perversa trova degli adepti tra gli stessi musulmani, soprattutto tra quelli preoccupati di mostrare un’immagine di sé come intellettuali liberali. Peraltro, ciò che è ancora più grave, è chequelle persone tentano di sostenere le loro opinioni utilizzando dei versetti coranici. Per raggiungere il loro scopo, deformano il senso esplicito dei versetti e fabbricano la loro propria interpretazione coranica. La nostra intenzione, qui, è di mettere in evidenza che questa credenza perversa è completamente estranea al Corano e all’Islam e che contraddice i versetti che utilizza. I difensori della reincarnazione pretendono che certi versetti coranici sostengano la loro visione deviante e citano ilseguente:
Diranno: “Il nostro Signore ci hai fatto morire due volte, e ridato due volte la vita:  riconosciamo i nostri peccati dunque. C'è un mezzo per uscirne?”(Surah Ghafir:11)
Riferendosi a questo versetto, le persone che credono nella reincarnazione pretendono che l’uomo possa rivivere una seconda volta dopo la sua morte. Durante questa seconda vita, l’uomo riprenderebbe una forma fisica e la sua anima finirebbedi perfezionarsi. Una volta che questa seconda vita si conclude, l’uomo muore una seconda volta ed è risuscitato allora per vivere nell’aldilà.
Adesso, mettiamo da parte ogni pregiudizio e procediamo all’analisi di questo versetto.  Secondo questo versetto, l’essere umano fa l’esperienza di due stati di vita e poi di morte. In questo contesto, un terzo stato di vita o di morte è escluso. Essendo così, una domanda viene allo spirito: quale è lo stato estremo dell’uomo, la morte o la vita? La risposta a questa domanda è data dal seguente versetto:
Come potete rinnegare Dio mentre vi ha dato la vita, quando ne eravate privati? Poi vi farà morire; poi vifarà rivivere e infine questo appartiene a Lui da cui tornerete. (Surat al-Baqarah:28)
Il versetto è esplicito in sé: lo stato iniziale dell’essere umano è la morte. Detto in altro modo, a partire dalla natura degli elementi con i quali è creato, l’essere umano è fatto di componenti inanimati:  l’acqua e l’argilla... è ciò che ci dice il versetto. Poi Dio ha fatto di questo ammasso inerte un essere vivente, l’ha creato “e gli ha dato una forma”. È qui il senso della prima morte di cui il Corano parla, la vita è percepita così come un’uscita da uno stato di inerzia simile alla morte. Dopo aver trascorsola durata determinata della vita, dunque di questa uscita dalla morte, la vita si conclude e l’essere umano muore. Torna una seconda volta alla terra ed è ridotto al suo “stato iniziale”di inerzia. Ecco la seconda transizione dalla vita alla morte.
La seconda uscita verso la vita è la risurrezione dei corpi che avrà luogo il Giorno del Giudizio nell’aldilà. È di ciò che si tratta e non di un ritorno alla vita in questo mondo, quaggiù. Se fosse quello il caso, il Corano avrebbe parlato di una terza risurrezione. Nessun versetto fa menzione di questa terza risurrezione. Né nel versetto 11 brano di Surah Ghafir, né nel versetto 128 brano del Surat al-Baqarahviene immaginato un qualsiasi riferimento a una possibilità di vita in questo mondo. Questi versetti rivelano al contrario, in modo esplicito, l’esistenza di una sola vita in questo basso-mondo edi una sola risurrezione nell’aldilà.
Tuttavia, gli adepti della reincarnazione continuano a porre tutte le loro speranze in questi due versetti.
È evidente che questi versetti, usati come prova dell’esistenza di reincarnazione, confutano una tale idea deviante. Peraltro, ci sono parecchi versetti coranici che confermano che c’è una sola vita in questo mondo dove l’uomo è messo alla prova, e che non c'è ritorno a questa vita dopo la morte. Questo è chiaro nel seguente versetto:
... Poi, quando la morte viene a uno dei due, dice: “Mio Signore! Fammi ritornare sullaTerra, affinché faccia del bene in ciò che abbandono”. “No”, è semplicemente una parola che dice. Dietro essi, tuttavia, c’è una barriera, fino al giorno in cui saranno risuscitati. (Surat al-Muminune: 99-100)
Il dialogo riportato da questo versetto è chiaro: dopo la morte, non c'è ritorno possibile alla vita in questo mondo. Ma Dio attira la nostra attenzione sul fatto che i miscredenti, disperati, vogliono avere una speranza irrisoria nella fortuna di una seconda vita in questo mondo. Il Corano non manca di ricordarci che queste speranze sono solamente delle parole dette dai miscredenti e che non hanno nessuna validità. Ci ricorda anche che le persone che meriteranno il paradiso non avranno a subire un’altra morte che “la prima”:
Non assaggeranno la morte salvo la loro morte prima. E [Dio] li proteggerà del castigo della Fornace, è là una grazia del tuo Signore. Ed è là l’enorme successo. (Suratad-Dukhan: 56-57)
La grande felicità delle persone in paradiso è descritta in un altro versetto. Consiste nel fatto che non soffriranno la morte che una sola volta:
Non è vero che morremo solamente della nostra prima morte e che non saremo castigati? (Suratas-Saffat: 58-59)
Questi versetti non lasciano posto ad altre domande. La conclusione è certa: l’uomo conosce una sola morte. A questo proposito, la seguente domanda può essere posta: “Sebbene i versetti citati parlino di due morti, perché il versetto 58 del Surat as-Saffat parlo di una sola morte?”
La risposta a questa domanda si trova nel versetto 56 del Surat ad-Dukhan: “Non assaggeranno la morte, salvo la loro prima morte”. Infatti, c’è una sola e solamente una e unica morte che l’uomo incontra consapevolmente. Incontra questa morte e con tutti i suoi sensi può percepirla. È la morte che ciascuno di noi apprezzerà alla fine della sua vita. L’uomo non può in effetti percepire il primo stato di morte perché è privato in questo stadio di senso e di coscienza.
Alla luce di queste spiegazioni definitive fornitedal Corano, sostenere che ci sono delle vite e delle morti, poi ancora vite e la trasmigrazione delle anime da un corpo a un altro sarebbe veramente un’incomprensione assoluta dei versetti del Corano.
D’altra parte, se Dio avesse creato un sistema di vita basato sulla reincarnazione, avrebbe informato allora gli uomini di questo sistema nel Corano, che è la sola guida degli esseri umani verso la vera strada della verità.
Se questo fosse il caso, Dio ci avrebbe fornito una descrizione dettagliata di tutte le fasi della reincarnazione. Ma il Corano, che trabocca di riferimenti alla vita e alla morte e che fornisce bene ai credenti i dettagli sulla vita nell’aldilà, non ha fatto nessuna allusione alla reincarnazione, né vi si riferiscedirettamente.

Il Velo Della Spensieratezza

L’essere umano è intrinsecamente egoista. È estremamente sensibile a tutte le questioni relative ai suoi interessi. È ironicamente, spesso, indifferente alla morte, che dovrebbe essere per lui una questione di un’importanza suprema. Nel Corano, lo stato d’animo specifico di “quelli che non tengono fermamente alla loro fede” è definito da Dio con una parola semplice: “la spensieratezza” o “l’imprudenza”.
Il significato della spensieratezza è la deficienza dell’essere umano a comprendere i fatti come deve:questa è dovuta a una confusione della sua coscienza o a un’assenza totale di coscienza e di conseguenza all’impossibilità di emettere dei giudizi sani e giusti edi dare delle risposte pertinenti. Un esempio di spensieratezza è dato nel seguente versetto:
[La scadenza] del regolamento dei loro conti avvicino per gli uomini, mentre nella loro spensieratezza se ne deviano. (Surat al-Anbiya:1)
In generale, le persone credono fermamente che una personacolpitada una malattia incurabile sia condannata a morire. Bisogna sempre avere in mente che queste persone, come la personamalata, andranno anch’esse a morire. Che la loro morte sopraggiunga in un avvenire vicino o lontano non cambia niente a questa realtà. Molto spesso la spensieratezza oscura questa verità. Così, è verosimile che un uomo colpito dal virus dell’AIDS morrà in un avvenire vicino.Ma il fatto molto probabile,se noncerto, è che la persona sana e vigorosa accanto a lui andrà anche a morire un giorno! È probabile che la morte la colga prima del paziente malato di AIDS. Ciò avverrà probabilmente in un momento che lei non si aspetta!
I membri della famiglia piangono i loro malati sui letti di morte. Ma dovrebbero pensare piuttosto alla propria sorte, perché vanno anch’essi all’incontro con la morte, un giorno o l’altro. Poiché questa morte è certa, la loro reazione non dovrebbe variare a seconda che arrivi presto o tardi.
Così, davanti alla morte, il dispiacere è la risposta adeguata, ma ciascuno deve cominciare allora immediatamente a lamentarsi della propria morte e di quella dei suoi vicini. Ora, si deve superare il dispiacere e bisogna sforzarsi di avere una riflessione profonda sul senso della morte.
Per fare questo, bisogna conoscerebene le cause della spensieratezza.

Le Cause Della Spensieratezza

Una Mancanza Di Sagacia

La maggioranza degli individui che formano la società non è abituata a riflettere su delle questioni serie. Adottando la spensieratezza come stile di vita, non si sentono toccati dalla morte. Qualche problema futile che non riescono a risolvere preoccupa i loro spiriti in modo costante. Le domande insignificanti che affollano i loro spiriti limitati impediscono loro di avere una riflessione seria sui problemi essenziali. Così, passano le loro vite adandare alla deriva nella corrente degli avvenimenti quotidiani. Durante questo tempo, quando sentono che la morte è vicina o quando capita loro di rievocarla nelle conversazioni, tentano di confortarsi pronunciando delle frasi vaghe o evitando l’argomento.

La Complessità E İl Vigore Della Vita

La vita trascorre molto rapidamente ed è spesso attraente e vigorosa. Senza uno sforzo mentale eccezionale, l’uomo può probabilmente non rendersi conto della morte che è chiamata a trionfare presto o tardi. Non credendo in Dio, l’uomo è molto lontano da concetti come il destino, la fiducia in Dio e la sottomissione alla Sua volontà. Appena prende coscienza dei suoi bisogni materiali, impiega tutti i suoi sforzi a soddisfarli e ad assicurarsi una vita comoda. Non tenta neanche di evitare la morte perché è assorbito dagli affari di questo mondo. Insegue sempre dei nuovi piani, interessi e scopi. E un giorno, senza preavviso e dunque senza preparazione, questo uomo si trova di fronte alla realtà della morte. Allora gli dispiace e vuole tornare alla vita, ma invano.

L’illusione Dell’aumento Della Popolazione

Una delle cause della spensieratezza è l’aumento delle nascite. La popolazione del mondo aumenta senza tregua e non diminuisce mai. Una volta trascinato nella spirale della vita, l’uomo,a causa di idee false, può credere a nozioni attraenti ma illusorie, come “le nascite sostituiscono le morti”, così l'equilibrio della popolazione è mantenuto. Un tale ragionamento rende favorevoli le condizioni per una visione spensierata della morte. Ma, se per una ragione qualsiasi, le nascite si fermassero nel mondo, saremmo più attenti alla morte degli uni e degli altri e vedremmo il risultato: la riduzione della popolazione del mondo. In quel momento, l’orrore della morte comincerebbe a venire provato.
L'essere umano vedrebbei suoi vicini sparire uno dopo l’altro e realizzerebbe che questa fine inevitabile è anche la sua. Proverebbe gli stessi sentimenti cheprovano le persone condannate alla pena capitale che aspettano nel corridoio della morte, che vedono ogni giorno una persona o due portate via per essere giustiziate. Il numero dei condannati nel carcere diminuisce regolarmente. Gli anni passano, ma tutti i giorni quelli che sono ancora in vita vanno a dormire con un’angoscia che stringe loro lo stomaco e una domanda fatale: il mio turno sarà domani? Non arrivano mai a dimenticare la morte, neanche per un secondo.
Ironicamente, la situazione attuale degli uomini non è diversada quella dei prigionieri descritti. I nuovi nati non modificano in nessuno modo il destino di quelli che devono morire. È solamente un’illusione psicologica. Gli abitanti di questo mondo che hanno vissuto 150 anni fa non sono più qui adesso. Le generazioni che li hanno seguiti non li hanno salvati dalla morte. Così, fra un secolo, quelli che popolano il mondo oggi spariranno. Tutto è dovuto al fatto che questo mondo non è una casa permanente per l’uomo.

I Metodi Dell’accecamento Di Se Stesso

Tra le ragioni che fanno sì che l’uomo dimentichi la morte e si lasci sopraffaredalla spensieratezza, si trovano certi meccanismi di difesa usatidalle persone per confondersi e accecarsi. Questi meccanismi, di cui alcuni sono menzionati qui di seguito, trasformano l’uomo in una specie di struzzo che nasconde la testa nella sabbia per evitare di fare fronte alle situazioni difficili.

Rimandare İl Pensiero Della Morte Agli Ultimi Giorni Di Vita

Le persone sembrano considerare come acquisitoil fatto di vivere fino a vent’anni o addirittura fino a settant’anni. Ciò spiega perché i giovani e le persone di mezza età adoperano spesso questo meccanismo di difesa. Facendo questi calcoli, rimandano a più tardi la riflessione a proposito dell’argomento “triste”, ci penseranno gli ultimi giorni della loro vita. Durante la loro gioventù, non vogliono occupare il loro spirito con questioni “deprimenti”. Gli ultimi anni dell’esistenza sono quelli in cui evidentemente non si può più approfittare del meglio della vita, dunque rappresentano, secondo la maggioranza degli uomini, il periodo propizio per pensare alla morte e per prepararsi alla vita futura. Questo atteggiamento offre un po’ di conforto perché dà l’impressione di fare qualche cosa per l’aldilà.
Tuttavia, è evidente che fare dei piani a lungo termine è assurdo, soprattutto per una persona che non può avere la certezza del suo prossimo respiro. Infatti ogni giorno vede altre persone della sua età, o più giovani di lei, morire. I necrologioccupano molte pagine nei quotidiani.
Lungo tutta la giornata le reti televisive c’informano di nuovi decessi. Molto spesso, si è testimonidella morte di persone intorno a noi. Tuttavia, sono pochi quelli che pensano che le persone intorno a noi saranno un giorno testimoni della nostra morte e che leggeranno forse l’annuncio del nostro decesso in un giornale. Anche se queste persone avranno una lunga vita, ciò non cambierà niente, perché la loro mentalità sarà sempre simile; fino al giorno in cui si troveranno faccia a faccia con la morte, continueranno a rimandare a più tardi la loro riflessione a proposito della morte.

Supporre che Si Trascorrerà Solamente Un Periodo Di Tempo All’inferno

Questa idea che prevale nella società non è in effetti che una superstizione. Dopo tutto, non è una credenza che ha le sue radici nel Corano. Nel Corano, non si parla da nessuna parte di “passare un tempo prescritto”all’inferno prima di uscirne avendo ottenuto il perdono. Al contrario, in tutti i versetti che si riferiscono all’argomento è precisato che i credenti saranno separati dai miscredenti il Giorno del Giudizio. Ed è sempre nel Corano che si apprende che i credenti rimarranno in paradiso per l’eternità, mentre i miscredenti saranno gettati nell’inferno dove soffriranno il castigo per sempre:
Ed essi hanno detto: “Il fuoco ci toccherà solamente per un certo numero di giorni!”Di’:“Se aveste preso un impegno con Dio, Dio non mancherebbe mai al Suo impegno, no di certo, ma dite su Dio ciò che non sapete.Bene, al contrario! Quelli che fanno il male e che sono circondatidai loro peccati, quelle sono le persone del fuoco dove rimarranno eternamente. E quelli che credono e praticano le buone opere, quelle sono le persone del paradiso dove rimarranno eternamente”. (Surat al-Baqarah:80-82)
Un altro versetto sottolinea lo stesso punto:
Questo è perché dicono: “Il fuoco ci toccherà solamente per un numero di giorni determinati”.E le loro menzogne li ingannano nella religione. (Surah al‘Imran:24)
L’inferno è un luogo di tormento che supera ogni immaginazione. Di conseguenza, anche se il soggiorno all’inferno fosse solamente temporaneo, un uomo ragionevole non vorrebbe mai vivere questo tormento. L’inferno è il luogo dove gli attributi di Dio come “al-Jabbar” (Quello Che costringe) e “al-Qahhar” (Quello a Cui sottoporsi) si rivelano in tutta la loro forza. Il tormento dell'inferno non può essere paragonato a nessun tormento di questo basso-mondo. Una persona che non sopporta neanche una piccola bruciatura su undito e che si vanta di potere vivere una tale tortura è semplicemente debole di spirito. Peraltro, una persona che non si sente atterrita per la collera di Dio, non può accordare a Dio il valore che gli è dovuto.

Credere Di Meritarsi Già İl Paradiso:

C’è anche un gruppo di persone che credono di essere i degni candidati al paradiso. Si impegnanoinpiccoli atti, che considerano atti di bontàe evitano anche di fare del male. Ciò basta loro per pensare che siano pronti per accedere al paradiso. Fortementeconvintidelle loro superstizioni e ripetendo delle eresie che confondono con la vera religione, quelle persone accettano una credenza totalmente assentenel Corano. Si presentano come i veri credenti, ma il Corano li classifica tra quelli che associano a Dio altre divinità.
Dàloro l'esempio di due uomini: a uno di essi abbiamo assegnato due giardini di viti che abbiamo cinto di palme e abbiamo messo tra i due giardini dei campi coltivati. I due giardini producevano il loro raccolto senza nessuna perdita. E abbiamo fatto sgorgare tra loro un ruscello. E c’erano dei frutti. Dice allora uno al suo compagno con cui conversava“Possiedo più beni di te, e sono più potente di te grazie al mio clan”.Entrò nel suo giardino e si ingannò dicendo: “Non penso che questo possa finire mai, e non penso che l’ora verrà. E se mi si riporta verso il mio Signore, troverò certo qualcosa di megliodi questo giardino”.Il suo compagno gli dice, pure conversando con lui: “Saresti dunque miscredente verso Colui Che ti ha creato dalla terra, ha aggiunto una goccia di sperma e ti ha plasmato infine in un uomo? In quanto a me, è Dio che è il mio Signore; e io non associo nessuno al mio Signore”.(Surat al-Kahf:32-38)
Dicendo: “E se misi riporta verso il mio Signore”, il proprietario del frutteto esprime la sua mancanza di fede in Dio e nella risurrezione nel mondo dell’aldilà, e rivela che è un idolatra che nutre dei dubbi mentre si vanta come un credente superiore agli altri. Di più, è convinto che Dio lo ricompenserà per il paradiso. Questo carattere basso e insolente specifico degli idolatri è molto frequente tra gli uomini.
Questo tipo di persone sa molto bene di essere in malafede, ma quando sono interrogate a proposito della loro fede, cercano di provare la loro innocenza. Pretendono che l’osservanza dei comandi della religione non sia importante. Inoltre, cercano di scaricare le loro coscienze accusando le altre persone credenti e praticanti di essere immorali e disoneste. Tentano di dimostrare la loro “bontà” spiegando che non fanno male a nessuno; ricordano anche la loro generosità coi mendicanti o che hanno servito onestamente il servizio pubblico durante gli anni e che questi sono i criteri che definiscono i musulmani sinceri. O queste persone non sanno o fanno fintadi non sapere che ciò che fa dell’uomo un buono musulmano è la sua sottomissione a Dio,essere il Suo servitore obbediente, e non i suoi rapporti con le persone.
Nel loro tentativo di basare la loro visione erronea della religione su una logica, quelle persone praticano un certo sofisma. Questa è una caratteristica tipica della loro mancanza di sincerità. Per legittimare il loro modo di vivere, cercano rifugio negli slogan come: “la migliore forma di adorazione di Dio è il lavoro”e “ciò che è importante è la sincerità del cuore”. Questo nel Coranoviene considerato “forgiare delle menzogne contro Dio” ed è punito dal castigo del fuoco eterno. Nel Corano, Dio descrive la situazione di queste persone come segue:
Cercano di ingannare Dio e i credenti;ma ingannano solamente loro stessi, e essi non si rendono contodi ciò. (Surat al-Baqarah: 9)

Non Credere İn Una Vita Dopo La Morte

Talvolta, quando le persone pensano alla morte, suppongono che spariranno per sempre. Questa idea sorprendente fa sì che sviluppino un altro tipo di meccanismo di difesa. Accordano solamente un credito parziale all’idea di una seconda vita eterna promessa da Dio. Il fatto di giungere a una tale conclusione risveglia un poco di speranza in loro. Quando riflettono sugli obblighi dei credenti verso il loro Creatore, preferiscono non credere nella vita eterna. Si rassicurano dicendosi: “Dopo tutto, saremo ridotti al nulla, i nostri corpi si altereranno completamente nel suolo. Non ci sarà vita dopo la morte”. Un tale pensiero reprime i timori e le inquietudini, come quella di dover rendere conto delle proprie azioninel Giorno del Giudizio o la possibilitàdi essere condannati ai tormenti dell’inferno. In tutti i casi, queste persone conducono le loro vite nella spensieratezza fino alla fine dei loro giorni.

Le Conseguenze Della Spensieratezza

Nei capitoli precedenti, abbiamo messo l’accento sul fatto che lungo tuttala sua vita, l’attenzione dell’essere umano è attirata inevitabilmente verso la morte. Questi richiami fatti all’attenzione dell’uomo sono benefici talvolta, perché lo spingono a riesaminare le sue priorità e a rivalutare in generale la sua visione della vita. Ma talvolta i meccanismi di difesa sopra menzionati prendono piede, e ogni giorno che passa il velo della spensieratezza gettatosugli occhi diventa più spesso.
Se i miscredenti aspettano tranquillamente la morte con un sentimento irrazionale di serenità ­-anche quando sanno che il loro ultimo giorno si avvicina - questo è perché sono avvolti completamente nel loro velo di spensieratezza. Per loro la morte è,infatti, sinonimo di riposo, di sonno fermo, di tranquillità e di calma e un sollievo eterno.
Contrariamente a ciò che credono, Dio, Quello Che li ha creati dal nulla, che li farà morire e che li risusciterà il Giorno del Giudizio, ha promesso loro un eterno dispiacere. Anche lorosi troveranno di fronte a questa verità nel momento della loro morte, nel momento in cui supponevano di andare verso il grande sonno. Realizzeranno che la morte non è la scomparsa totale, ma l’inizio di un nuovo mondo pieno di angoscia. L’apparizione terribile degli angeli della morte è il primo segno di questo grande tormento.
Che cosa accadrà di loro quando gli angeli li finiranno, colpendo le loro facce e le loro schiene? (SurahMuhammad: 27)
In quel momento, l’arroganza, l’insolenza dei miscredenti si trasformano in terrore, disperazione e dispiacere eterno. Nel Corano, questo stato è descritto così:
E loro dicono:“Quando saremo persi nella terra [sotto forma di polvere], ridiverremo una creazione nuova?” Inoltre, non credono nell'incontro col loro Signore. Di’: “L'angelo della morte che è incaricato di voi, vi farà morire. Poi, sarete riportati verso il vostro Signore”.Se vedevi allora i criminali [comparire], con le teste basse per la vergogna davanti al loro Signore! “Nostro Signore, abbiamo visto e abbiamo sentito, rinviaci dunque affinché possiamo fare del bene;crediamo, adesso, con certezza”.(Surat as-Sajda: 10-12)

Non Si Sfugge Alla Morte

La morte, soprattutto quando si è giovani, ci viene raramente in mente. Considerando la morte come la fine, l’essere umano evita di pensarla. Ma siafuggire davanti alla morte, sia non pensarla permettono di evitarla. Inoltre, è impossibile ignorare la morte. Ogni giorno, i giornali danno notizia di parecchi decessi, si incrociano frequentemente per strada cortei funebri, si passa davanti a dei cimiteri, si perdono degli amici e dei membri della famiglia. I funerali di chi ci è vicino o le condoglianze che si presentano a quelli che hanno perso dei familiari ci ricordano la morte. Se si è testimoni della morte di chi ci è caro o semplicemente di un’altra persona, non si può non pensare alla propria morte. Un tale pensiero può turbare profondamente una persona e puòagitarla.
Non ha importanzacon quanta forza una persona resista,o il luogo in cui si rifugia o il mezzo con il quale si protegge, può incontrare la sua morte in qualsiasi momento. Non ha scelta. Davanti a lei, non c’è scappatoia. Il conto alla rovescia non si ferma mai, neanche per un piccolo istante. Qualunque sia la direzione verso la quale l’uomo va, la morte l’aspetta. Il cerchio si chiude in modo costante e finisce sempre per prenderlo.
Di’: “La morte che fuggite va certo a incontrarvi. Poi sarete riportati a Quello Che conosce perfettamente il mondo invisibile e il mondo visibile e che vi informerà allora di ciò che facevate”.(Surat al-Jumua: 8)
Ovunque siate, la morte vi raggiungerà, anche se foste in fortezze inespugnabili.(Surat an-Nisa:78)
Per queste ragioni, dobbiamo smettere di barare con noi stessi o di giocare a fare gli indifferenti, e sforzarci di guadagnare la soddisfazione di Dio durante la durata della vita che ci èaccordata, di cui Egli Solo conosce il termine.
Il nostro profeta Mohammed (pbsl) ci ha detto che uno dei mezzi per premunirsi contro l’indurimento del cuore e per raggiungere la pietà è di ricordarsi spesso della morte.
AbdullahIbnUmar riporta che il Messaggero di Dio (pbsl) ha detto: “I vostri cuori diventano arrugginiti come il ferro toccato dall’acqua”.Gli si chiese come pulirli. Rispose:“Ricordandosi spesso della morte e recitando spesso il Corano”. (al-Tirmidhi,673)